Il peeling chimico è uno dei trattamenti per la pelle non invasivi offerti dalla LNB Clinic del Dottor Lino Bertolini, che consiste nell’applicazione controllata di una o più soluzioni acide sulla cute.
Si tratta di un processo che induce una esfoliazione accelerata degli strati superficiali dell’epidermide e, a seconda della profondità del trattamento, può raggiungere anche il derma. L’obiettivo primario di questa procedura è stimolare il turnover cellulare, rimuovere le cellule morte, danneggiate o imperfette e favorire la rigenerazione di una pelle nuova e più sana.
Il termine “peeling” deriva dall’inglese “to peel,” che significa sbucciare o sfogliare, un nome che descrive efficacemente l’azione del trattamento.
Gli acidi utilizzati
L’efficacia e l’indicazione del peeling dipendono essenzialmente dal tipo di acido utilizzato e dalla sua concentrazione, fattori che ne determinano la profondità d’azione. I peeling si classificano generalmente in tre categorie: superficiali, medi e profondi.
I peeling superficiali, che utilizzano acidi come l’acido glicolico o l’acido salicilico a basse concentrazioni, agiscono solo sull’epidermide, richiedono un tempo di recupero minimo e sono ideali per migliorare la texture superficiale e l’uniformità del colorito.
I peeling medi, che spesso impiegano l’acido tricloroacetico (TCA), raggiungono la parte superiore del derma e sono più indicati per trattare cicatrici leggere, rughe sottili e discromie più marcate.
I peeling profondi, storicamente eseguiti con fenolo, sono riservati al trattamento di rughe profonde, cicatrici importanti e sono procedure più aggressive che richiedono anestesia e un lungo periodo di convalescenza. L’azione chimica degli acidi innesca una risposta infiammatoria controllata che stimola i fibroblasti a produrre nuove fibre di collagene ed elastina, migliorando così l’elasticità e la compattezza cutanea.
Le principali indicazioni estetiche e terapeutiche
Il peeling chimico vanta una vasta gamma di indicazioni, che spaziano dalla correzione di inestetismi comuni al supporto di trattamenti per specifiche patologie dermatologiche.
L’indicazione più frequente è il fotoinvecchiamento cutaneo, ovvero i danni causati dall’esposizione cronica ai raggi solari, che si manifestano con rughe sottili, perdita di luminosità, texture ruvida e macchie solari. Il peeling superficiale in questi casi agisce come un rinnovatore cellulare che restituisce freschezza e uniformità.
Un altro campo di applicazione è il trattamento delle discromie e delle iperpigmentazioni. Condizioni come il melasma (macchie scure spesso legate a fattori ormonali e solari) e le iperpigmentazioni post-infiammatorie (quelle macchie scure che rimangono dopo l’acne o lesioni cutanee) rispondono bene a peeling a base di acido cogico, acido lattico o acido mandelico, spesso combinati per agire in sinergia sul processo di produzione della melanina.
In ambito terapeutico, il peeling chimico è un trattamento ideale per l’acne. Gli acidi come l’acido salicilico penetrano nei pori ostruiti, svolgendo un’azione comedolitica e antinfiammatoria. Inoltre, possono migliorare significativamente l’aspetto delle cicatrici da acne, levigando la superficie della pelle.
Non da ultimo, è utilizzato nel trattamento delle cheratosi attiniche, lesioni precancerose causate dal danno solare cumulativo, rappresentando quindi un importante strumento di prevenzione oncologica cutanea, sempre sotto stretta supervisione medica. La scelta dell’acido e della profondità deve essere sempre personalizzata dal dermatologo in base al tipo di pelle, all’inestetismo da trattare e agli obiettivi realistici del paziente.
Quando e perché programmare il trattamento
La scelta del momento ideale per sottoporsi a un peeling chimico è un fattore cruciale che ne influenza l’efficacia e la sicurezza. Il periodo migliore per eseguire i peeling è senza dubbio la stagione fredda, in particolare l’autunno e l’inverno. Ci sono due ragioni fondamentali per questa raccomandazione: la ridotta intensità dei raggi UV e la diminuzione della fotoesposizione generale.
Dopo un peeling, soprattutto se di media o profonda entità, la pelle risulta temporaneamente più sottile e vulnerabile. Lo strato corneo, che funge da barriera protettiva contro i raggi solari, viene parzialmente rimosso, rendendo la pelle trattata estremamente fotosensibile. L’esposizione al sole in questo stato di vulnerabilità aumenta drasticamente il rischio di sviluppare iperpigmentazioni post-infiammatorie, creando l’effetto contrario a quello desiderato e potenzialmente aggravando problemi come il melasma.
In autunno e inverno, la minore quantità di luce solare e l’uso di indumenti protettivi (come sciarpe o cappelli che coprono parzialmente il viso) rendono molto più semplice aderire rigorosamente all’obbligo di fotoprotezione totale, un regime che prevede l’applicazione quotidiana e ripetuta di una crema solare ad ampio spettro (UVA/UVB) con un fattore di protezione solare (SPF) molto alto, anche nelle giornate nuvolose, e l’assoluto divieto di esporsi direttamente al sole per diverse settimane dopo la procedura.
Preparazione, post-trattamento e controindicazioni
Prima di sottoporsi a un peeling chimico, è indispensabile una valutazione preliminare da parte di un professionista esperto. Presso la LNB Clinic del Dottor Lino Bertolini verrà determinato non solo il tipo di peeling più appropriato, ma verrà prescitto anche un regime di preparazione cutanea domiciliare, per circa due o quattro settimane prima della procedura. Questa fase preparatoria ha lo scopo di uniformare la penetrazione dell’agente chimico e di ridurre il rischio di complicanze.
Dopo il trattamento, la fase di post-trattamento è fondamentale per la guarigione e il risultato finale. A seconda della profondità del peeling, la pelle può manifestare rossore, gonfiore, bruciore e un’esfoliazione che può variare da una leggera desquamazione (per i peeling superficiali) a una vera e propria formazione di croste (per i peeling medi). Il paziente dovrà seguire scrupolosamente le indicazioni del medico, che includono l’utilizzo di creme lenitive, emollienti, la già citata fotoprotezione rigorosa e l’evitare l’uso di prodotti irritanti o scrub.
Esistono diverse controindicazioni assolute al peeling chimico. Queste includono la gravidanza e l’allattamento, la presenza di infezioni cutanee attive, ferite aperte o lesioni, malattie autoimmuni sistemiche, la tendenza a formare cicatrici cheloidi e, soprattutto, l’assunzione recente di alcuni farmaci.
Chiunque non sia in grado o non sia disposto ad attuare una rigorosa fotoprotezione post-trattamento, a causa di uno stile di vita che prevede frequente esposizione solare, dovrebbe rimandare il trattamento o optare per procedure alternative. La comprensione e il rispetto di queste fasi sono essenziali per assicurare che il peeling chimico sia non solo efficace, ma anche sicuro.



